Giuseppe spagnulo. il respiro del fuoco

Giuseppe spagnulo. il respiro del fuoco Segnalato da Chiara.serri

Chiara.serri

Categoria: Mostre

Data: dal 02 ottobre 2010 al 02 dicembre 2010

Indirizzo: Via Emilia San Pietro, 21

Provincia: Reggio Emilia

Orario di apertura: 10 – 12,30 / 16 – 19,30 (Chiuso la mattina giovedì – Aperto domenica e festivi)

Sito internet: www.duemilanovecento.it

Referente: Erika Rossi

Per informazioni: 0522 580143

E-mail: duemilanovecento@tin.it


Il prossimo 2 ottobre la Galleria d’Arte 2000 & Novecento di Reggio Emilia inaugurerà un’importante personale dello scultore Giuseppe Spagnulo “Il respiro del fuoco”. In mostra alcuni interessanti inediti che possiamo anche considerare site-specific dedicati a questo spazio a confermare, una volta di più, l’originalità e l’unicità della sua figura all’interno del panorama artistico contemporaneo. Tra sculture e carte verranno esposti una quindicina di lavori.

La certezza del non-ritorno, la nostalgia di orizzonti certi, la sommaria impraticabilità dell’origine, non inducono artisti come Spagnulo a tacere le loro passioni, anzi li inducono a cercare senza sosta sedimenti di antiche memorie da riportare alla luce. Non dimentichiamo che la memoria del “perduto” apre lo sguardo sul presente e sul futuro e conduce il linguaggio in un mare che non conosce approdo.
L’attuale lavoro plastico di Giuseppe Spagnulo s’innesca su una piattaforma di forme simboliche che designano contemporaneamente un vuoto e un pieno, un dentro e un fuori, l’altrove e il qui della materia, l’identità tra le forme e le cose che si determina con metafore mitologiche. I materiali, acciaio e ferro forgiato, sabbia di vulcano, si qualificano per “differenze”: un senso come la tattilità, una qualità come l’energia e la forza, sono principi di costruzione che mettono in atto il doppio binario: quello degli slittamenti concettuali, e l’idea di un corpo eterno teso verso in erotismo in grado di dar voce al silenzio. Un’opera in acciaio forgiato come Respiro (da cui trae origine il titolo della mostra) che ci conduce al metallo infuocato e modellato dal fuoco, che è un segno di penetrazione, distruzione, purificazione e rigenerazione, come l’alchimista il quale crea l’immortalità sul fuoco del fornello. La forma della scultura sembra forgiata dalla fiamma che si muove verso l’alto come un ventoso respiro, portando la materia verso lo stato sottile, verso il cambiamento, mediante la combustione dall’involucro grezzo. E questo vale anche per opere quali: “Libro”, “Ruota”, “Cuboincubo”. Della stessa temperatura sono le carte spalmate di cera, di nerofumo, di terra, sabbia di vulcano, ossido di ferro, cuoio, carbone, che non cessano di essere espressione di ritualità e nello stesso tempo momento di riflessione sulla sensibilizzazione dei materiali, sulla loro vibratilità, forza, peso, antitesi della angosciante proliferazione della merce in questo universo di volgari simulazioni.

Per G. Bachelard "L'amore è la prima ipotesi scientifica per la riproduzione oggettiva del fuoco ... e, prima di essere figlio del legno, il fuoco è figlio dell'uomo...".

L’esposizione, curata da Gianfranco Rossi, è patrocinata dal Comune di Reggio Emilia. Catalogo con testo di Marisa Vescovo e foto di Melina Mulas.

Inaugurazione: sabato 2 ottobre, ore 18.00 alla presenza dell’artista.
 



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